Portfolio

Adesso ho poche cose di me. Ma a cinquant’anni non si può perdere altro tempo. Cosa ho fatto prima? Ho dipinto le pareti di casa mia. La paura gioca brutti scherzi. Ma anche le bambine crescono.
E sentono che stanno tradendo la loro parte più pura.

I miei lavori sono io.

Quando ho lasciato casa, ho iniziato a sognare piante che crescevano. Sognavo le loro radici, le foglie che si aprivano, i rami che si arrotolavano diventando sempre più alte e forti. Ne sentivo il rumore, il cuore che batteva, il cervello con il suo pensiero  e le vedevo muoversi verso l’alto cercando la luce.

Ho cominciato a riempire la casa di piante.

Entra nella mia foresta.

Natura 1

Serie di 4 tele

Acrilico su tela
85 x 150 x 4 cm

2025

Natura Trittico 1A

Acrilico su tela
85 x 150 x 4 cm

2025

Natura Trittico 1B

Acrilico su tela
85 x 150 x 4 cm

2025

Natura Trittico 1C

Acrilico su tela
85 x 150 x 4 cm

2025

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Scegli fra i miei quadri, in vendita sul mio shop online,
oppure contattami per un’opera su commissione.

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Natura 2

Acrilico su tela
85 x 150 x 4 cm

2025

Natura 3

Acrilico su tela
85 x 150 x 4 cm

2025

Studio di Natura

Acrilico su tela
150 x 100 x 4 cm
100 x 150 x 4 cm

2025

Natura Trittico 2A

Acrilico su tela
85 x 150 x 4 cm

2025

Natura Trittico 2B

Acrilico su tela

100 x 150 x 4 cm

2025

Natura Trittico 2C

Acrilico su tela
85 x 150 x 4 cm

2025

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Natura 4

Acrilico su tela
100 x 150 x 4 cm

2025

Natura 5

Olio su tela
100 x 150 x 4 cm

2025

Il senso del mio lavoro

Noi abbiamo dato a questa natura il limite del “vegetale”. Ma LEI pensa, lavora, sceglie e ci teme come si temono i bambini perché sono imprevedibili e distruttivi. E per questo ci accoglie come una madre che non ostenta la sua forza e pazientemente ricostruisce ciò che abbiamo distrutto.

Viviamo tempi bui. Ma il pianeta sopravviverà ancora una volta.
E non grazie alla geoingegneria o al controllo del clima o della co2 o del cibo o delle epidemie e altre distopie del genere. Sopravviveremo perché proprio come una madre la natura rimarrà ferma al suo posto. In attesa che ci passi questo ennesimo delirio di onnipotenza.

Ho iniziato a disegnare con grossi pennarelli su blocchi da disegno acquerellando con alcool. Disegnavo d’istinto cercando di rappresentare liberamente le immagini che avevo negli occhi. Poi sono passata a formati ancora più grandi per abituare le mie braccia e le mie mani a maneggiare grandi spazi. Infine sono passata ai supporti scegliendo un legno molto leggero, usando acrilico e olio e lavorando di sovrapposizione.

Aggiungo strati su strati di piante, foglie, radici che s’intrecciano creando profondità. Cerco l’effetto di una confusione vitale e inarrestabile. In crescita verso l’alto. Ma la mia natura è pensante, ha spirito, cuore, genitali, cervelli che crescono nascosti tra le foglie come grossi frutti perché è viva, decide, abita e ricostruisce come una Madre. E questo è bellissimo perché ci salverà.